La Serie 3 che conoscevamo si sposta di lato
La BMW Serie 3 cambia faccia, ma soprattutto cambia direzione. La nuova generazione, sigla interna G50, è già configurabile in Italia e parte da 52.350 euro. Per ora c’è una sola carrozzeria: berlina quattro porte. Niente Touring, almeno all’inizio.
E la notizia vera è sotto il cofano. BMW apre la gamma senza diesel, con soli motori benzina elettrificati a 48 volt. Una scelta netta, quasi brusca per un modello che per anni ha avuto nei turbodiesel una fetta importante della sua identità. Chi macina autostrada tutti i giorni probabilmente alzerà un sopracciglio. Gli altri, boh, potrebbero non sentirne troppo la mancanza.
Le versioni al lancio sono tre: 318, 320 e la più muscolosa M350 xDrive. Tre gradini abbastanza distanti tra loro, per carattere e soprattutto per conto finale.
Da 156 a 443 CV: qui non si va per gradi
La porta d’ingresso si chiama BMW 318. Usa un quattro cilindri turbo benzina da 2 litri con sistema mild hybrid a 48 volt e raggiunge 156 CV. La potenza passa alle ruote posteriori attraverso il cambio automatico Steptronic a otto rapporti. La ricetta classica della Serie 3, insomma: motore davanti, trazione dietro, cambio automatico.
Un piano sopra c’è la 320 da 211 CV, anche lei con motore benzina mild hybrid. BMW non cambia l’impostazione, alza la cavalleria. E sì, per molti sarà probabilmente il punto di equilibrio della famiglia: più spinta della 318, senza entrare nella zona di prezzo della M350.
Poi arriva lei. La M350 xDrive, che al momento guida la gamma, monta un sei cilindri in linea turbo da 3 litri assistito dall’architettura elettrica a 48 volt. Risultato: 443 CV e 580 Nm di coppia massima. Numeri seri, quelli che leggi una seconda volta.
Qui BMW abbina la trazione integrale xDrive allo Steptronic Sport a otto marce. E aggiunge di serie assetto adattivo M, differenziale M Sport e sterzo sportivo variabile. Non è una M3, sia chiaro. Ma non sembra nemmeno una semplice berlina da riunione delle nove.
Nel corso del 2027 arriverà anche la funzione Drift Moment, pensata per trasferire la forza motrice alle sole ruote posteriori. Una funzione che parla a chi guarda la strada vuota e pensa, per un attimo, “e se…?”.
I prezzi: il conto sale in fretta
La nuova Serie 3 non cerca di essere economica. Parte alta, e poi sale con una certa disinvoltura.
- BMW 318, 156 CV: 52.350 euro nell’allestimento Base; 55.850 euro in M Sport; 58.500 euro in M Sport Pro.
- BMW 320, 211 CV: 57.950 euro Base; 61.450 euro M Sport; 64.100 euro M Sport Pro.
- BMW M350 xDrive, 443 CV: 83.000 euro, con allestimento M.
Tra una 318 Base e una M350 xDrive ballano oltre 30 mila euro. Non proprio un dettaglio. Però sono due auto che condividono il nome, non certo lo stesso pubblico: una punta all’accesso nella berlina premium BMW, l’altra porta in tavola sei cilindri, quattro ruote motrici e una dotazione tecnica parecchio più ricca.
Dentro cambia il modo di guardare la strada
Nell’abitacolo la G50 lascia spazio a una plancia più digitale. Al centro c’è il monitor con il sistema operativo BMW System X, mentre il cruscotto diventa un display alla base del parabrezza. BMW parla di cockpit orientato verso chi guida, e questa è forse la parte più coerente con la storia della Serie 3.
C’è anche un volante dalla forma insolita, molto più futuribile rispetto a quello delle generazioni precedenti. Piacerà a tutti? Difficile. Ma almeno non passa inosservato.
Già dalla dotazione di serie arrivano il tetto panoramico con vetro comfort climatizzato, fari e luci posteriori a led con assistente agli abbaglianti, maniglie a filo carrozzeria che fuoriescono elettricamente, accesso comfort e BMW Digital Key Plus. Lo smartphone o lo smartwatch possono quindi diventare la chiave dell’auto. Comodo, finché non ti ritrovi con il telefono al 2% fuori dal parcheggio. Va beh.
Non mancano il climatizzatore automatico bizona, i sedili anteriori elettrici con memoria, il divano posteriore 40/20/40 e la regolazione manuale dell’inclinazione dello schienale. Per la navigazione ci sono mappe BMW, servizi online e guida attiva del percorso, oltre al BMW Intelligent Personal Assistant.
Assistenze ovunque, ma il volante resta lì
La berlina adotta il sistema BMW Symbiotic Drive, che coordina gli interventi del conducente con quelli dei sistemi di assistenza attraverso software basati sull’intelligenza artificiale. Tradotto senza giri strani: l’auto controlla, avvisa e in alcune situazioni interviene.
Di serie trovi avviso e assistenza al mantenimento di corsia, controllo della distanza, frenata automatica d’emergenza, avviso di precedenza e intervento di sterzata nelle situazioni critiche. Poi monitoraggio dell’attenzione con arresto d’emergenza, supporto alle manovre evasive, avviso di collisione posteriore, regolatore di velocità e lettura dei limiti.
Per i parcheggi BMW include telecamera posteriore con vista panoramica, sensori, assistente alla retromarcia, frenata automatica posteriore e avviso quando si apre la porta. Una mano concreta, specie nel classico box stretto con il muro che sembra avvicinarsi di dieci centimetri ogni volta.
Gli optional che spostano l’asticella
La lista degli extra resta importante. L’Innovation Package costa 2.300 euro e porta head-up display, climatizzatore a tre zone e impianto Harman Kardon. L’Highway Assistant, invece, richiede 1.100 euro e aggiunge un livello più elevato di assistenza in autostrada, anche nei cambi di corsia.
Per la mascherina illuminata con contorno a led servono altri 950 euro. Un vezzo? Forse. Però la sera, davanti a un bar o in coda sul lungomare, è uno di quei dettagli che si fanno notare senza chiedere permesso.
E l’elettrica?
BMW affianca alla Serie 3 berlina anche la i3, modello elettrico che condivide il nome della famiglia ma segue un percorso tecnico differente. La Serie 3 G50 mantiene motori benzina mild hybrid e la propria architettura, mentre la i3 nasce come elettrica. Nel 2027 BMW prevede inoltre una Serie 3 Plug-in Hybrid.
Per ora, però, il messaggio è semplice: la nuova Serie 3 non rinnega il motore termico, ma lo rende più elettrificato e saluta il diesel al debutto. Resta da capire una cosa sola: per chi ha amato la 320d per vent’anni, questa nuova strada sarà un passo avanti oppure un add
