Il 4 ottobre 2026 cade di domenica. Niente ponte, niente lunedì libero. Però nel cedolino di ottobre, per molti dipendenti, può comparire una cifra in più: da circa 39 a 53 euro netti.
Non è un premio e nemmeno una voce comparsa per caso tra trattenute e contributi. È l’effetto del ritorno del 4 ottobre, giornata dedicata a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, tra le festività nazionali. Una ricorrenza che fino al 1977 figurava nel calendario delle feste e che il Parlamento ha ripristinato, stanziando 10,6 milioni di euro per coprire i costi aggiuntivi.
Quest’anno, appunto, San Francesco arriva di domenica. E qui sta il punto. Il giorno festivo non offre un riposo extra alla maggior parte delle persone, ma può tradursi nella cosiddetta festività non goduta. Detto in modo molto terra terra: niente giorno libero in più, qualche euro in più sullo stipendio.
Una domenica che vale qualcosa
Per chi riceve una retribuzione mensile e rientra nella disciplina prevista dal proprio contratto collettivo, la festività non goduta dà diritto a una quota giornaliera aggiuntiva, oltre alla paga normale. La maggiorazione scatta in automatico: non servono aggiornamenti dei Ccnl, non bisogna presentare domande, non c’è un modulo nascosto da rincorrere tra mail e uffici del personale.
Naturalmente l’importo non sarà identico per tutti. Sarebbe troppo semplice, no? Cambiano il contratto applicato, il livello di inquadramento e la retribuzione. Le simulazioni elaborate da Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e riportate dal Sole 24 Ore, indicano un vantaggio netto compreso indicativamente fra 38,84 e 52,70 euro nei casi esaminati.
Non sono cifre che cambiano un bilancio familiare da sole, chiaro. Ma quando si apre il cedolino e si trova una voce in più, magari proprio in un mese normale, la differenza si nota. Eccome.
Chi prende di più, secondo le simulazioni
Il valore della festività non goduta sale o scende in base alla categoria. I casi analizzati coprono commercio, industria metalmeccanica, artigianato, studi professionali e pubblici esercizi.
- Impiegato B1 metalmeccanica industria: 52,70 euro netti in più. Il costo per il datore di lavoro arriva a 124,33 euro.
- Operaio D2 metalmeccanica industria: 51,62 euro netti aggiuntivi, a fronte di 106,30 euro lordi.
- Impiegato di primo livello: 46,78 euro netti in più, con 110,08 euro lordi.
- Commesso di quarto livello, Ccnl Confcommercio: 46,40 euro netti, mentre il costo lordo indicato arriva a 94,44 euro.
- Operaio di sesto livello nei pubblici esercizi, contratto Fipe: 38,84 euro netti; per il datore il costo è pari a 78,33 euro.
Ci sono poi altri esempi nelle simulazioni: un impiegato di secondo livello del commercio arriva a 49,62 euro netti; un operaio di quinto livello della metalmeccanica artigiana a 41,62 euro; un addetto 4S degli studi professionali a 43,09 euro. Numeri diversi, stessa logica.
Il messaggio, insomma, è questo: quel 4 ottobre sul calendario non pesa allo stesso modo per tutti. Dipende dalla busta paga che già si ha davanti ogni mese.
E chi lavora davvero il 4 ottobre?
Qui il discorso cambia ancora. Per i dipendenti che domenica 4 ottobre prestano servizio, la retribuzione non si limita alla quota collegata alla festività domenicale. Si aggiunge anche il pagamento delle ore effettivamente lavorate, con la maggiorazione prevista per il lavoro festivo dal contratto applicato.
Quindi il cedolino può crescere di più, ma perché dietro c’è una giornata lavorata. Non è proprio la stessa cosa di una festa che cade in settimana, con il riposo pieno e il tempo libero da usare come si vuole. Una domenica al lavoro resta una domenica al lavoro, va beh.
Per chi invece resta a casa perché è il turno di riposo, opera il meccanismo della festività non goduta. È quella la situazione cui si riferiscono gli aumenti netti fra circa 39 e 53 euro stimati nei diversi esempi.
Il dettaglio da controllare nel cedolino
La cifra di 40 o 50 euro non rappresenta una somma fissa garantita a chiunque. Le simulazioni servono a dare un ordine di grandezza, non sostituiscono il contratto collettivo né il livello indicato in busta paga. Ecco perché due colleghi, magari seduti alla stessa scrivania, possono vedere importi differenti.
Conviene quindi guardare il cedolino di ottobre con un minimo di attenzione: il contratto applicato, la qualifica e le voci legate alla festività. Senza drammi, senza caccia al tesoro. Ma con la curiosità giusta.
Per una volta una domenica sul calendario potrebbe lasciare una piccola traccia concreta sullo stipendio. La domanda è: nel tuo cedolino, quanto varrà davvero il 4 ottobre?
